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Robert Indiana

 

Robert Indiana

Nasce a New Castle, Indiana, nel 1928 e muore nel 2018.


Robert Indiana adotta il nome del suo paese d’origine dopo aver svolto il servizio militare nell’esercito americano. Dopo aver conseguito la laurea in Belle Arti presso la School of Art Institute of Chicago nel 1945, seguendo il consiglio del suo amico Ellsworth Kelly si trasferisce a New York e allestisce uno studio nel quartiere di Coenties Slip in Lower Manhattan, unendosi al movimento artistico della Pop Art.

Il lavoro di Robert Indiana è radicato nell’idioma visivo della vita americana del ventesimo secolo con lo stesso grado di influenza di Andy Warhol e Roy Lichtenstein. Autoproclamandosi “pittore americano dei segni”, Indiana ha acquisito fama internazionale nei primi anni ’60, traendo ispirazione dalla strada, dalle insegne dei negozi, dai cartelloni pubblicitari e dai loghi commerciali americani. Indiana unisce questi elementi ad un sofisticato approccio formale e concettuale, trasformando un vocabolario familiare in qualcosa di completamente nuovo; le sue opere spesso consistono in immagini audaci, semplici e iconiche, in particolare numeri e parole brevi come "EAT", "HOPE" e "LOVE", che Indiana chiamava "poesie scultoree".

La sua opera più rappresentativa e’ “LOVE”, servita come immagine stampata per la carta natalizia del Museum of Modern Art nel 1964 e, poco dopo la stampa, diventata popolare come francobollo degli Stati Uniti. "LOVE" è apparso anche in stampe, dipinti, sculture, bandiere, anelli, arazzi. Ricco di sfumature erotiche, religiose, autobiografiche e politiche - è stato adottato come emblema dell'idealismo degli anni '60 (il movimento hippy dell’amore libero). La sua rappresentazione originale in scultura è stata realizzata nel 1970 ed è stata esposta all’Indianapolis Museum of Art. Versioni della stessa scultura ora esistono in ebraico, cinese, italiano e spagnolo, così come l’originale in inglese.

Nel 2008 Indiana crea l’immagine “HOPE”, basata sull’emblematico “LOVE”, per donare tutti i proventi alla campagna presidenziale di Barack Obama. Questa esclusiva serigrafia del 2009 presenta una "O" inclinata che simboleggia il movimento in avanti e verso l'alto. Portandoci HOPE, Indiana riadotta nuovamente colori brillanti, bordi duri e ben definiti, semplici configurazioni formali e parole monosillabiche che sollecitano il pubblico ad indagare le questioni e gli argomenti che riguardano il sistema socio-politico americano. La sua adozione di tonalità forti e di colori audaci e semplici può essere attribuita anche alla sua appartenenza ai pittori "hard-edge" della sua generazione. Incorporando parole e numeri nel suo lavoro, Indiana ha colto con uno stile semplice e lirico l'idealismo della generazione del dopoguerra.

Le opere di Indiana sono state esposte in numerose mostre personali e collettive in tutto il mondo. Nel settembre 2013, il Whitney Museum of American Art ha aperto "Robert Indiana: Beyond LOVE", la prima retrospettiva dell'artista a New York.

Oggi le sue opere sono conservate nelle collezioni del Museum of Modern Art di New York, del Whitney Museum of American Art di New York, della Tate Gallery di Londra e della National Gallery di Washington D.C., del Museum Ludwig di Colonia, Germania, dello Stedelijk van Abbemuseum di Eindhoven, Paesi Bassi, del Museum Ludwig di Vienna, Austria, dello Shanghai Art Museum in Cina, dell'Israel Museum di Gerusalemme, tra gli altri.



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