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Velasco Vitali

 

Velasco Vitali

Nasce nel 1960 a Bellano, sul lago di Como. Figlio del pittore Giancarlo Vitali, si avvicina alla pittura sin da bambino, compiendo poi i suoi studi artistici da autodidatta.

A segnarne l'esordio è l'incontro, all'età di ventiquattro anni, con Giovanni Testori, il quale lo invita a partecipare alla mostra Artisti e scrittori presso la Rotonda della Besana di Milano. Sin dalle prime personali, la sua arte mira a un'indagine e un'interpretazione del tutto singolari dei paesaggi naturali e urbani. Su questa linea è Paesaggio Cancellato, mostra della fine degli anni Ottanta, in cui l'artista si concentra sulla tragedia che distrugge parte della Valtellina.

A partire dalla fine degli anni Novanta la scoperta del Sud, dei porti mediterranei e in particolare della Sicilia, stimola fortemente la creatività di Velasco Vitali, che procede nelle sue riflessioni sul paesaggio non più solo attraverso la pittura, ma scoprendo anche il nuovo medium della scultura.

I suoi Cani (dal 2003), realizzati in ferro, catrame, cemento, rete metallica (materiali caratteristici dell’abusivismo edilizio), sono emblematici delle sue ricerche sul tema delle città fantasma, portando, ciascuno, il nome di una città abbandonata.

Si tratta di una tematica costante anche nella produzione successiva dell’artista: in Foresta Rossa (2012), intervento artistico sull’Isola Madre (Stresa) e a Verbania; in Foresta Rossa: 416 città fantasma nel mondo (2013), mostra personale di pittura alla Triennale di Milano.

La sua presenza sulla scena artistica continua fino agli anni più recenti, con l’ultima creazione del 2020: in collaborazione con Arte Sella e il Mart di Rovereto progetta per il parco delle sculture del museo a Castel Ivano (TN) il Monumento alla resistenza.



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