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Valeria Vaccaro

 

Valeria Vaccaro

Nasce nel 1988 a Torino.

“Tutta la sua ricerca, ruota attorno al fuoco e alla combustione, elemento dinamico che tende a purificare tutte le cose, elevandole a un livello di perfezione superiore. Nelle sue opere il fuoco interviene non come fattore di distruzione, bensì come forza creatrice, capace di generare trasformazioni e plasmare materia."

Valeria Vaccaro studia scultura all’Accademia albertina di Belle Arti di Torino come studentessa di Luciano Massari. L’artista comincia ad esibire le sue opere in giovane eta’ partecipando a mostre collettive e viene, inoltre, selezionata tra i migliori artisti di Arte Contemporanea al Coffi Festival di Berlino.


Le opere di Valeria Vaccaro danno l’impressione di osservare qualcosa di banale e, all’improvviso, accade qualcosa di meraviglioso quando si realizza che quello che sis ta guardando e’ alquanto differente. Pallet e casse da trasporto in disuso e bruciacchiati, decontestualizzati rispetto ai luoghi a loro propri, vengono offerti allo spettatore come opera, dove il contenitore inaspettatamente si propone come contenuto. Quei manufatti industriali, apparentemente costituiti da legno in parte combusto, rivelano solo in seconda battuta una natura più nobile e complessa, cioè di essere scolpiti nel marmo con un’esecuzione di una perizia tecnica sconcertante. Venature, sfumature e texture sono riprodotte in modo così reale da ingannare chiunque: solo il tatto può rivelare l’inattesa algidità marmorea, che si pone in netta antitesi con ciò che viene rappresentato, cioè il fuoco e lo stesso legno, materiale “caldo” per antonomasia. Il presunto legno si rivela infatti gelido e inaspettatamente duro al tatto, mettendo in forse i sensi e la percezione dello spettatore, che esperisce con le mani una verità altra rispetto a ciò che vede.

Concetti opposti e contrari vengono accostati in un unico oggetto, generando così impreviste forme di paradosso: il legno diventa freddo, il marmo brucia e si carbonizza, la cassa da trasporto non contiene nulla ma risulta essere l’opera d’arte stessa. Il marmo permette a Valeria Vaccaro di usare un materiale nobile e trasformarlo in oggetti del quotidiano che sono combustibili in natura, con effetti di Iperrealismo estremo.



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