ArtSail loading icon...
Pietro Dorazio

 

Pietro Dorazio

Nasce a Roma nel 1927. Studia architettura e nel dopoguerra si indirizza verso l’astrattismo.

Nel 1946, espone con il Gruppo Arte Sociale di Perilli, Guerrini, Vespignani, Buratti, Muccini.

Nel 1947 partecipa alla stesura del manifesto e alle prime mostre del gruppo formalista Forma 1.

Segue Guerrini a Parigi e grazie alla mediazione di Severini, entra in contatto con l’avanguardia francese.

Nel 1950 insieme a Perilli e Guerrini apre la galleria-libreria Age d’or.

Nel 1952 partecipa alla sua prima Biennale di Venezia.

Nello stesso anno nasce la Fondazione Origine dalla fusione del gruppo di Age d’or con Origine di Ballocco, Burri, Capogrossi e Colla.

L’anno seguente è in America, dove frequenta De Kooning, Rotkho, Pollock e Barney Newman, partecipando al Summer International Seminar della Harvard University e tenendo una personale alla Wittenborn One-Wall Gallery di New York.

Incontra anche Hans Richter, i cui film sui ritmi astratti influenzeranno molto il suo stile. Dorazio concentra la propria riflessione artistica sulla luce, che esalta ed elabora attraverso strutture cromatiche sovrapposte, che vanno a reinventare lo spazio-superficie in una tessitura composta di linee in orizzontale, verticale, diagonale.

Dalla fine degli anni quaranta è presente e attivo in diverse città quali Parigi, Praga, Harvard e Berlino, fino al decennio 1960-1970, in cui dirige il dipartimento delle Belle Arti dell’Università di Pennsylvania. Oltre ad alcune personali, nel 1960 è alla Biennale di Venezia (presenta tele monocrome ricoperte da fitte trame lineari che lo avvicinano al minimalismo americano), nel 1966 e nel 1988, a Londra, a New York, in Svizzera e Germania.
Nel 1966, espone alla Galerie Im Erker, a Saint Gallen, dove instaura un fiorente sodalizio artistico con Giuseppe Ungaretti: per l’occasione il poeta scrive il testo del catalogo e l’anno successivo Dorazio realizza una serie di grafiche per accompagnare la raccolta di Ungaretti La luce.

Nel 1970 cura la retrospettiva di Rothko alla Biennale di Venezia. Nel 1974 si stabilisce a Todi, dove lavora e insegna nella Scuola Atelier per la Ceramica moderna e nel proprio studio.

Nei primi anni ottanta partecipa a una grande mostra presso il Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, poi nei principali musei americani e infine alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.

Fra il 1993 e il 1996 sviluppa il progetto sull’esecuzione di cinquanta mosaici di artisti internazionali nella metropolitana di Roma.

Nel 2004 la Pinacoteca di Locarno gli dedica un’ampia retrospettiva.

Pietro Dorazio muore nel 2005.

Sue opere sono esposte in importanti collezioni pubbliche e private, tra cui la Tate Gallery di Londra, la Galleria d’Arte Moderna di Torino e il Fine Arts Museum di San Francisco in California.



Share

Cookie