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Marco Fajer

 

Marco Fajer

Manichini malinconici sognano sotto le maschere. Labirinti inaspettati si aprono ai loro piedi, costringendoli a deviazioni impreviste. Marco Fajer ci ricorda che l’arte – così come la vita – non è semplice come possa sembrare: toni squillanti e rigore compositivo facilitano l’immediato riconoscimento visivo e l’empatia emotiva, ma celano attente considerazioni concettuali e pittoriche. L’artista utilizza accorgimenti stilistici mediati dall’arte del novecento per permettere a tutti di ritrovarsi in un paesaggio familiare eppure nuovo. Fajer analizza il quotidiano andando alla ricerca di simboli riconoscibili; poi riduce tutto all’essenzialità, attraverso un netto tratto grafico. Rende l’oggetto accessibile, ma non del tutto. Consegna le chiavi senza indicare la porta, perché sa che diversi sono gli ingressi che permettono gli accessi ai significati. Colori puri e ombre decise guidano nella ricerca, permettendo di riconoscere il nucleo dell’oggetto, da interpretarsi in modo univoco. Se il destino, beffardo come un gioco d’azzardo, domina l’uomo, se ne possono ancora indagare gli aspetti per poter vincere la partita. Marco Fajer è un uomo alla finestra. Osservando la realtà ne comprende gli intimi aspetti, li chiarisce spoliandoli dell’apparenza, riconosce la finzione della superficialità e la supera tramite la pittura, per giungerne al nucleo più vero. L’artista si rifiuta di attraversare il mondo senza meravigliarsi. L’immobilità può regnare ai bivi, nel labirinto della vita. Ma l’Arte, salvifico filo di Arianna, si rivela nell’opera di Marco Fajer la via per un’uscita che si affacci sulla Bellezza e la Verità.



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