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Francesca Guariso

 

Francesca Guariso

Il procedere artistico di Francesca Guariso enuclea un simbolismo di matrice antichissima espresso sotto l’aspetto formale in una sintesi contemporanea di assoluto fascino ed equilibrio. Il recupero di una gestualità antica pervade il suo operare che, narrando una storia di levità in strutture perfettamente bilanciate, dice molto sulla volontà dell’artista di legarsi a un passato storico artistico che affonda le sue radici nelle primordiali azioni dell’uomo, generate da urgenza espressiva di sentimento. Sono le necessità del cuore a palesarsi tra le opere di Francesca Guariso, a rivelare come l’impulso creativo possa e debba essere guidato per lasciare un segno che vada oltre se stesso e il momento in cui è stato realizzato ed espliciti il passaggio dell’intera umanità nel tempo e nella storia. Il rapporto stesso dell’artista con la materia trasmette valori comunicativi ancestrali: nel confronto con l’argilla da plasmare la Guariso si mostra attenta al recupero di una dimensione intimistica in cui interiorità ed esteriorità trovino un punto di fusione, spinte da uguali necessità e volontà di manifestazione. La lentezza è il minimo comune denominatore tra le tecniche utilizzate dall’artista che, affidandosi alle tecniche incisorie, plastico pittoriche e scultoree, palesa l’esigenza sempre più pressante dell’uomo di ritrovare una dimensione necessaria al proprio dialogo interiore. Forme avvolgenti e portatrici di prosperità assumono le fattezze di astanti senza volto, icone universali di grazia e bellezza che invitano chi guarda a oltrepassare la superficie apparente alla ricerca del significato nascosto. Quale sia il contenuto sono le stesse forme a rivelarlo: a dispetto delle apparenti rotondità, le figure appaiono danzare o incedere leggere, invitando a percepire l’esistenza come un intero vaporoso procedere in equilibrio, planando con cuore leggero e sguardo ironico sugli avvenimenti della vita. Non mancano gli omaggi alla grande pittura del secolo scorso, con uno sguardo prediletto su Giorgio Morandi e sulla sua coinvolgente immobilità: attraverso lo sguardo di Francesca Guariso il passato diviene occasione poetica di confronto con se stessi e la propria anima, in un silenzio carico di gioiosa consapevolezza emotiva.



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