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Artan (Shalsi)

 

Artan (Shalsi)

Artista albanese, da tempo residente a Parma, Artan (Berat, 1970) sensibile alla materia, una personalità astratta e asettica. Il metallo da lui plasmato in forme rigide o morbide, lucido o satinato, dà vita ad un dialogo tra luce riflessa e materia: ritmiche superfici, geometrici, parallele tastiere luccicanti che si compongono in una silenziosa sonata verticale. In altre opere, con la grafite, ripropone una superficie quasi tradizionale: leggeri segni, fitte tracce, ritmici gesti. Anche qui, ogni riferimento a qualcosa di umano, organico, è completamente sublimato in una danza eterea, ineffabile. Poi in alcune superfici monocrome ritorna il colore: implicito omaggio alle pure superfici di Yves Klein e Mark Rothko, ma qui concentrato e disteso in una omogeneità, se possibile, ancora più rarefatta: oltre la natura, oltre l’uomo, oltre il tempo. Una presenza, un simbolo di una realtà depurata da ogni possibile trasformazione e disfacimento. Artan, sfruttando un imprescindibile riferimento alla scultura classica, ricerca un proprio linguaggio scultoreo fatto di materie e pensiero contemporaneo, giungendo così a realizzare un lavoro nel quale convivono l’eleganza classica e il freddo vigore minimalista.
Dal 2006 in collaborazione con la Galleria d’arte Niccoli espone in varie fiere di arte contemporanea e sono già molte le sue opere collocate in questi anni in importanti collezioni italiane ed estere.

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